Rassegna Stampa
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Giornale del Centro Famiglie
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Affido condiviso e paternitàLa vicenda separativa tra due adulti, che hanno anche dei figli in comune, comporta la necessità di effettuare un fondamentale passaggio da coppia coniugale a coppia genitoriale.Tale transizione è finalizzata a restituire alle mamme ed ai papà separati il riconoscimento di un proprio ambito di responsabilità genitoriale, affinchè i figli possano continuare, nonostante la separazione, a contare sul sostegno, la cura e l’affetto di entrambi.Questo è un processo attraverso il quale i genitori, a volte anche con l’ aiuto di un mediatore, ridefiniscono, sperimentano e ri-significano diverse modalità relazionali, comunicative ed organizzative che permettano di trovare accordi funzionali al benessere dei figli, attraverso una concreta e costante condivisione della funzione genitoriale.L’obiettivo primario è la costruzione di canali comunicativi che ha come protagonista la coppia genitoriale non più quella coniugale.Il tentativo è quello di oltrepassare lo scontro relazionale, consentendo ad entrambi gli ex coniugi di ri-progettare un futuro che, pur non essendo indifferente al passato, non continui a subirne la pesante ombra.In sintesi la fine del rapporto di coppia non fa venire meno le responsabilità genitoriali.Questo concetto costituisce anche l’estrema ratio della legge 54- 2006 sull’Affido condiviso.Prima dell’entrata in vigore di tale legge i figli venivano affidati esclusivamente alle madri in più dell’85% dei casi ed ai padri rimaneva solo il compito di verifica e controllo della gestione posta in essere dall’altro genitore.Ora la norma, almeno in linea teorica, in quanto nessuna sentenza può imporre ad un padre di fare il papà e ad una madre di fare la mamma, affida ad entrambi i genitori la gestione della genitorialità.Nel primo anno di vita della legge gli affidi condivisi hanno raggiunto il 38,8%.Di fatto questo significa rimettere in piena luce la figura del papà, spesso marginalizzata, dopo una separazione o un divorzio.In realtà entrambi i genitori esprimono una funzione educativa indispensabile e complementare per una crescita armonica dei figli.Questo non significa che molti ragazzi e ragazze non siano cresciuti in serenità anche con la presenza di un solo genitore, ma di certo averli a fianco entrambi è una dimensione decisamente più rassicurante per grandi e piccoli. Ovviamente a patto che questi non siano troppo in conflitto tra di loro e ciò vale per tutte le coppie genitoriali, separate o conviventi che siano.A parte i primi di mesi, in cui generalmente è la madre, la figura fondamentale come “caregiver”, non ci sono motivi per cui un papà non possa svolgere una funzione genitoriale globale che includa anche l’ accudimento quotidiano (pasti, addormentamento, etc.).In altre parole un papà che cambia il pannolino o fa il bagnetto al proprio bimbo/a non è un “mammo”, ma semplicemente un adulto che svolge una funzione genitoriale nei confronti di quel bambino/a.Non di rado accade che dopo una separazione molti papà riscoprono, o addirittura, scoprano per la prima volta, il piacere di stare con i propri figli e prendersi cura di loro anche negli aspetti pratici della quotidianità.E questo per i bambini è molto importante, perché li rassicura rispetto a due paure fondamentali che vivono i bambini quando mamma e papà si separano:“paura dell’abbandono” traducibile nella domanda “chi si prenderà cura di me/noi ora?” e“senso di colpa” traducibile con la domanda “forse si separano perché non sono stato abbastanza bravo/a? “I genitori devono tenere in mente che i bambini si pongono queste domande e solo la loro presenza, costante, quotidiana li rassicura e li tranquillizza.Il papà poi diventa, se possibile, ancora più importante quando ci sono dei figli maschi, che hanno bisogno di una figura di riferimento ed un modello maschili in cui potersi identificare per costruire la propria identità.D’altro canto le femmine sperimentano il papà come primo uomo da amare e da cui essere amate ed un rapporto sereno e continuo con questo genitore le mette in condizione di potere avere fiducia nelle relazioni con gli altri uomini che incontreranno nella loro vita affettiva.Il senso dell’affido condiviso rispetto alla paternità perciò è un’occasione per entrambi genitori di costruire una dimensione genitoriale paritetica, dal punto di vista emotivo, affettivo e relazionale.Non certo significa tagliare un figlio a metà, rischio che si corre, quando l’affido condiviso diventa un diritto esclusivo degli adulti . In realtà è un diritto dei figli ed è un dovere dei genitori tradurlo in un progetto educativo comune e condiviso.Alessandra GiovanelliMediatrice Familiare Presso: Centro per le Famiglie della Val d’EnzaVia Paterlini 21/A Cavriago (RE)Tel. 0522/373049 email: centrofamiglie_unionevaldenza.itA chi è rivolta la Mediazione Familiare:è rivolta ai due genitori, ad una mamma ed un papà, che si stannoseparando o sono già separati o divorziati.Cosa offre:• un luogo di incontro neutrale, riservato, autonomo dalle procedurelegali di separazione;• un tempo per pensare insieme;• la collaborazione di una mediatrice familiare per costruireinsieme delle intese, condivise e durevoli, sulle questioni che riguardanoi figli.Dove:Centro per le Famiglie della Val d’Enza .
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Settembre 2011Le opportunità per i neo genitoriIl Centro per le Famiglie della Val d'Enza ed il Servizio Salute Donna (Consultorio) del Distretto AUSL di Montecchio Emilia hanno negli anni 2008 e 2009 stipulato un Accordo distrettuale per la realizzazione delle progettualità coerenti con le finalità del programma finalizzato 3.3.3. del.g.r. 2128/2007 .In particolare sul tema del Sostegno alla Genitorialità si è ritenuto interessante lavorare al rafforzamento degli strumenti di informazione, in particolare con la mappatura dei servizi esistenti sul territori.I cittadini riconoscono la comunità quando sentono di appartenervi pienamente, quando possono ritrovare nei luoghi e nelle persone un supporto ed un accompagnamento per quello che sono le normali fatiche del vivere quotidiano. La possibilità di condividere la cura e l’educazione con altri genitori e in altri spazi permette alla famiglia di scegliere, di non sentirsi per forza sola ad affrontare i cambiamenti, la crescita, le novità, ma di pensarsi dentro un contesto sociale “accogliente ed ascoltante”.La Guida costruita è pensata come un cammino attraverso i servizi sanitari, sociali, del tempo libero e, anche grazie alla collaborazione con il Coordinamento delle Politiche Educative, si è arricchita di una sezione dedicata ai servizi educativi per l'infanzia.Questa prima “Mappa” per neo genitori viene ora pubblicata online, con l'intento di accompagnare mamme e papà alla scoperta delle risorse che la Val d'Enza propone e riserva ai bambini da zero a sei anni.Per ogni informazione potete rivolgervi al Centro per le Famiglie della Val d’Enza al numero 0522.373049 o alla mail centrofamiglie_unionevaldenza.it oppure visionare o scaricare gratuitamente l’opuscolo dal sito www.centrofamiglievaldenza.com.
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Luglio 2011L’'erba del vicino….1° edizione “Cortili in festa”!!Sabato 21 maggio 2011, con inizio alle ore 16.00, nel quartiere di Fornace Zunini a S.Ilario d’Enza, si è svolta “L’erba del vicino…”, la prima festa di quartiere, organizzata in collaborazione tra le istituzioni pubbliche, la cittadinanza e il volontariato.Un pomeriggio insieme tra iniziative per bambini e giochi all’aria aperta, che al divertimento ha associato l’intento di promuovere nei cittadini la voglia di riprendere in mano il proprio condominio, la propria strada, il proprio parco assieme ai ragazzi, alle famiglie, agli anziani, per ritrovare il gusto di conoscersi e fare cose insieme.La prima edizione di “Cortili in festa” è il risultato del lavoro di circa un anno che ha visto l’incontro degli operatori del Centro per le Famiglie e dei Servizi Sociali comunali coi volontari di alcune organizzazioni, con singoli cittadini, con le istituzioni scolastiche e i ragazzi della scuola media, all’interno del progetto distrettuale “Accoglienza e Affido”, che ha l’obiettivo di promuovere una nuova cultura per l’accoglienza e valorizzare le potenzialità presenti sul nostro territorio. Dall’'incontro di tutti questi interlocutori sono emerse idee e riflessioni sul tema della solitudine e della frammentazione sociale, sull’importanza di ridare agli spazi e ai luoghi (fermate autobus, parchi, condomini, quartieri, scuole) un valore di accoglienza, dove le persone si sentano bene, si sentano accolte e creino alleanze e solidarietà (“il mio problema te lo posso raccontare e posso grazie a te stare meglio”, “ possiamo fare cose insieme”). Grazie all’impegno di tutti e alla volontà di essere protagonisti della propria vita, sia gli adulti che i ragazzi hanno realizzato un progetto ambizioso, lanciando così un importante messaggio a tutta la cittadinanza: “insieme si può e meglio!”.Si coglie l’occasione per ringraziare chi ha contribuito, con le proprie riflessioni, al confronto sul tema dell’accoglienza e chi, con la propria opera, ha contribuito a realizzare la festa: un grazie particolare ai volontari Auser, ai partecipanti e ai ragazzi per la loro contagiosa energia.Nell’'augurare a tutti una buona estate, si ricorda che il prossimo appuntamento sarà ad ottobre per continuare a pensare cosa si può fare insieme.Chi fosse interessato a partecipare al progetto “Accoglienza e Affido” o alle prossime edizioni di “Cortili in festa” può contattare lo Sportello Sociale al 0522-672260 oppure il Centro per le Famiglie al 0522-373049.
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Marzo 2011Storie “senza nulla chiedere in cambio”:uno spettacolo come occasione per sostenere una comunità accoglienteQuali storie di straordinaria solidarietà e accoglienza germogliano e si radicano nelle esperienze di affido familiare ? Ci sono le storie dei figli naturali con le loro domande e le loro fantasticherie, che si ritrovano ad essere felici anche solo per aver fatto un “pezzo di strada” con il fratello affidato.Ci sono i racconti dei genitori affidatari che oltre allo sfinimento, alla stanchezza e a volte anche al dolore, sentono sempre di ricevere qualcosa di irrinunciabile in cambio. I genitori naturali che vivono la propria genitorialità anche nel rapporto con la famiglia affidataria, riconoscendone l’importanza nella presenza sicura e familiare; permettendosi di accogliere la possibilità che il proprio figlio chiami mamma sia quella naturale che quella affidataria, in un’ottica di fiducia reciproca.Ci sono le parole dei figli affidati che vivono l’affido come una seconda opportunità di felicità, anche grazie al sostegno di una nuova famiglia.Storie di persone che si incontrano e che condividono una sfida insieme, perché è nella relazione con gli altri che si creano le condizioni per il benessere comune, perché esperienze come l’affido ci dicono “che solo se stiamo vicini, non ci giudichiamo, se cerchiamo di capire un bambino e la sua famiglia possiamo sperare in un futuro migliore” racconta un’assistente sociale.Storie che come, in ogni viaggio di crescita e di apertura all’altro, comportano grandi gioie , grandi sofferenze e grandi conquiste. Su queste e altre storie si è tenuta, lo scorso Sabato 26 Marzo presso il Cinema Metropolis di Bibbiano, la rappresentazione di parole, immagini e musica dal titolo “Senza chieder nulla in Cambio”, proposto alla cittadinanza, per riflettere e comunicare sul significato di affido familiare. Un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Servizio Famiglie Infanzia ed Età Evolutiva, Centro per le Famiglie ( che dal 2008 operano assieme all’interno del progetto Affido e Accoglienza in val d’Enza, per promuovere e sostenere esperienze territoriali di affido familiare e accoglienza ), Servizio Sociale del Comune di Bibbiano e Associazione “Accoglienza” di Parma.Per definizione, l’affido familiare è un’esperienza di reciprocità e fiducia, che offre l’opportunità di prendersi cura di un bambino/a o di un ragazzo/a e mettersi accanto alla sua famiglia, la quale si trova temporaneamente in difficoltà, per contribuire a crescerlo/a e ad educarlo/a all’interno di un patto condiviso. Ma come anticipato, ogni affido è anche intreccio di vissuti ed apprendimenti molto diversi tra loro, che entrano a far parte del patrimonio culturale e identitario di una collettività di persone, arricchendolo di volta in volta. “Senza chiedere nulla in cambio” ha significato un momento importante per Bibbiano, in cui la partecipazione e il coinvolgimento di cittadini, famiglie, referenti di associazioni, amministratori ed operatori di servizi che, al termine dello spettacolo hanno portato i propri spunti e pensieri, sono stati elementi di rilancio all’ipotesi di un lavoro futuro insieme.Le disponibilità raccolte da alcune persone presenti alla giornata, infatti, darà inizio ad una seconda fase di incontri e progettazione sulle opportunità e i possibili sviluppi sperimentabili a Bibbiano. Tali incontri sul tema dell’affido familiare e d’accoglienza dei bisogni e delle risorse del territorio si svilupperanno in un’ottica di confronto e organizzazione insieme, dove ogni persona e famiglia possa essere risorsa e patrimonio nella costruzione di un significato comune di benessere.Per chi volesse avere maggiori informazioni sul progetto può contattare la Responsabile del IV settore Scuola, Cultura e Servizio Sociale del Comune di Bibbiano: Dott.ssa Simona Bigi 0522-253261
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18 dicembre 2010Il progetto “Affido e Accoglienza in Val d'Enza” vince un premio nazionaleC'è anche l’Unione dei Comuni della Val d’Enza tra le 143 Associazioni ed Enti che hanno ricevuto una menzione speciale da parte del Dipartimento per le Politiche per la Famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in relazione al "Premio Amico della Famiglia 2009", a fronte delle oltre quattrocento domande presentate. In particolare, l’ente è stato premiato, con una targa di merito e un riconoscimento economico di 30.000 euro, in merito al Progetto "Affido e accoglienza in Val d’Enza", nato dalla cooperazione tra Centro per le Famiglie della Val d’Enza e Servizio Famiglie Infanzia ed Età Evolutiva. Dal 2008 il progetto promuove l’esperienza dell’affidamento familiare come pratica di ospitalità e cura dei figli minori di famiglie, che vivono momenti di difficoltà (un’esperienza certamente reciproca e positivamente significativa per la famiglia ospitata e quella ospitante), e attiva interventi di progettazione partecipata di comunità, come punto di partenza per creare e diffondere contesti e luoghi sempre più accoglienti per tutti, di rielaborazione responsabile e condivisa dei problemi e delle opportunità tra famiglie e rete locale.La premiazione ha riguardato 4 sezioni: sezione enti locali fino a 15.000 abitanti, sezione enti locali oltre i 15.000 abitanti ( entro la quale si è candidato il progetto Affido e Accoglienza ), sezione imprese, sezione altre soggetti pubblici e privati. “Le iniziative premiate” sostiene il Sottosegretario per le politiche della famiglia, Carlo Amedeo Giovanardi nell’abstract delle premiazioni consegnato alla giornata di premiazione “ sono le più varie, spesso radicate in territori difficili, sempre finalizzate a migliorare la qualità della vita di nuclei familiari fragili, talvolta dedicate alla promozione culturale del territorio in cui si svolgono attraverso la valorizzazione dell’arte e della musica, nella consapevolezza che possono anche questi essere strumenti per la crescita e il sostegno delle famiglie in crisi. Infine, […] la famiglia come risorsa, come luogo deputato alla creazione dei valori da trasmettere alle generazioni future , che va, in ogni caso, tutelata e valorizzata ogni qual volta si scopre fragile e priva di protezione.La cerimonia si è tenuta Venerdì 17 Dicembre 2010 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e ha testimoniato il coinvolgimento delle realtà progettuali più varie di tutte le Regioni d’Italia, molte di queste interessate alle tematiche dell’affido e della coesione sociale, prevalentemente centrate su un approccio di sviluppo di comunità, come anche il progetto Affido e Accoglienza."Questo riconoscimento è rivolto anche a tutti coloro che hanno lavorato, sostenuto e creduto in questo intervento e che continueranno a farlo, apportandovi, negli anni, energia vitale e cambiamento. Senza la partecipazione di operatori, amministratori, referenti di cooperative, associazioni ed enti, gruppi di famiglie di cittadini e di ragazzi questo progetto non si sarebbe retto sulle solide radici comunitarie che, in questa occasione, hanno avuto eco nazionale", commentano soddisfatti gli amministratori dell'Unione del Comuni della Val d’Enza. "Ci auguriamo per il futuro di poter continuare a camminare insieme, condividendo nuove sfide".
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22 novembre 2010Un Due Tre Stella. Uno spettacolo per ripensare all'accoglienzaOggi il termine “crisi” è certamente uno dei vocaboli più utilizzati per rappresentare la condizione attuale della realtà, in riferimento prima ancora ad un stato molto più esteso che limitato alla sola situazione economica. Capita più frequentemente di dire e sentirsi dire “sono in crisi” piuttosto che “sono in crisi economica”, anche se quest’ultima espressione ne è una componente certamente possibile. Forse anche per questo ci si interroga sempre di più su quali legami la crisi intreccia con il valore che si attribuisce alla prossimità: sono in crisi per colpa dell’altro o degli altri, vicino o estraneo che sia, o sono in crisi in assenza dell’altro o degli altri ?Ovviamente entrambe le possibilità coesistono e si interfacciano, ne sono ad esempio i condomini o i quartieri, teatri di grandi scontri quanto di singolari alleanze e buone prassi ( si ricordano i gruppi di acquisto solidale, sorti da esperienze condominiali, o i piani regolatori partecipati ).La comunicazione o non comunicazione con l’altro impone, comunque, che la persona che sceglie di mettersi o meno in una relazione di prossimità racconti cose di sé e della sua storia. Ed è anche a queste scelte che un altro sentimento tanto diffuso, quanto quello della solitudine, fa riferimento. Esistono quindi innumerevoli modi di relazionarsi con l’altro, eppure la storia dei territori della Val d’Enza racconta che quello dell’accoglienza è senza dubbio uno di quei modi che rivaluta il benessere come patrimonio collettivo, che funge da premessa alla costruzione di legami significativi e duraturi. Le dinamiche che ruotano attorno all’accoglienza e all’ospitalità offrono uno spazio interrogativo ormai irrinunciabile se si vuole contrastare la crisi con un’idea comune di benessere: cosa ci rappresentiamo l’un per l’altro? Come possiamo convivere e vivere meglio anche nella complessità ? Cosa possiamo darci e dirci per contrastare difficoltà spesso più grandi di me, ma forse più piccole di noi? Per quanto difficile e faticoso, potenziare le risorse delle persone e metterle in rete, creare contesti di accoglienza contribuisce a creare mutualità, cooperazione, umanizza i rapporti e rimanda alla cittadinanza una sua capacità decisionale, attiva, autonoma senza precedenti. In questo suo significato l’accoglienza, secondo un detto africano, “è un dono”. Su tali presupposti si è definito dal 2008 il Progetto “Affido e Accoglienza in Val d’Enza”che promuove l’esperienza dell’affidamento familiare come pratica di ospitalità e cura dei figli minori di famiglie, che vivono momenti di difficoltà (un’esperienza certamente reciproca e positivamente significativa per la famiglia ospitata e quella ospitante), ma promuove anche il valore culturale di un intervento che non riguarda solo una data rete di famiglie ma una cittadinanza intera, come punto di partenza per creare e diffondere contesti e luoghi sempre più accoglienti per tutti, di rielaborazione responsabile e condivisa dei problemi e delle opportunità. Il progetto “Affido e Accoglienza in Val d’Enza” nasce da un lavoro congiunto tra il Centro per le Famiglie e il Servizio Famiglia Infanzia ed Età Evolutiva (appartenenti al Servizio Sociale Integrato dell’Unione Val d’Enza ), in collaborazione con i servizi sociali ed il coordinamento pedagogico, gli sportelli sociali, le istituzioni scolastiche e culturali. Tra le diverse attività che rientrano in questo progetto vi è l'organizzazione annuale di un evento congiunto a carattere culturale di sensibilizzazione e rete delle realtà legate alle tematiche dell'affido, dell' accoglienza nella sua accezione più amplia. Per il 2010 si è pensato, nello specifico, di promuovere uno spettacolo dal titolo “Un due tre stella” , curato dalla compagnia Teatro Prova di Bergamo, come occasione di sostegno ad una giornata di pensiero, ritrovo, conoscenza e programmazione sullo stato dell’arte del progetto e sulle possibili articolazioni future. Un’occasione di rilancio, nata, anche grazie alla collaborazione della Provincia di Reggio Emilia e del comune ospitante di Sant’Ilario d’Enza, per il sostegno alla rete delle comunità territoriali (famiglie, cittadini, volontariato e terzo settore) che già lavorano sul tema dell’affido e dell’accoglienza a tutto tondo, intesa come cultura di ascolto, raccolta e cura dei bisogni dell’altro e della comunità, intesa come elemento aggregante, socializzante, di vicinanza, di solidarietà e scambio tra persone che sviluppano in alcuni momenti della propria vita bisogni (anche di carattere relazionale come il bisogno “di parlare con qualcuno, di sentirsi ascoltati” ) e in altri risorse di straordinario valore. L’equipe affido ha ritenuto che la giornata del 27 Novembre, presso il Cinema Forum di Sant'Ilario d'Enza, potesse dare risonanza e visibilità alle famiglie e alle associazioni che promuovono sul proprio territorio questo valore dell’accoglienza, perché attivano nel tessuto sociale iniziative tra loro molto diverse, ma comunque accomunate da un principio di cura, riconoscimento e cooperazione con le persone che incontrano e le loro storie, ricostruendo nuove identità e nuovi modi di vivere i propri territori.Per tale motivo dalle 14:30 alle 16:00 verrà allestito assieme alle associazioni invitate una sorta di galleria dell’affido e dell’accoglienza, dove esse potranno mostrare materiale di loro interesse servendosi di strumenti vari ( volantini, poster, immagini, prodotti laboratoriali, fotografie, materiale multimediale, giochi ecc.) per condividere, mettere in rete e rendere visibile il proprio lavoro in tema di affido e accoglienza, in una nuova ottica di partenariato. L'iniziativa proseguirà con:ore 16,00 - Saluti del Sindaco ospitante Marcello Moretti;- Presentazione del progetto distrettuale Accoglienza e Affido in Val d’Enza a cura della Responsabile del Servizio Famiglie Infanzia ed Età Evolutiva e del Centro per le Famiglie, Annamaria Gianotti;- Intervento a cura del Gruppo famiglie affidatarie Val d’Enza.- Presentazione della campagna provinciale in tema di Affido “ AnnoDare”. Dalle 16,30 si assisterà allo spettacolo teatrale.Lo spettacolo è consigliato dai 7-8 anni, per i bambini più piccoli sono previsti laboratori espressivi gestiti da educatori. Per informazioni:CENTRO PER LE FAMIGLIE DELLA VAL D’ENZAVia Paterlini 21/a, 42025 CavriagoTel: 0522.373049Mail: centrofamiglievaldenza_comune.cavriago.re.itWeb : www.centrofamiglievaldenza.com
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Maggio 2009Il Centro itineranteIl Centro per le Famiglie della Val d’'Enza inaugura una nuova stagione tra i mercati della Val d’'EnzaMercati e fiere sono fin dalle origini il luogo fisico deputato allo scambio di prodotti, servizi, informazioni, reti sociali. Da più di cinquemila anni rappresentano uno straordinario collante sociale che ha permesso alle diverse comunità di apprendere e progettare la propria permanenza in un dato territorio, di ribadire confini e stabilire legami. Da sempre il mercato, pur in continua mutazione, è il luogo delle contaminazione di prospettive, culture e nuovi alimenti quali prodotti delle nuove globalizzazioni, è il luogo del dibattito politico, sociale, educativo della cittadinanza, è la sede del recupero delle identità storiche e attuali del paese che cammina verso nuove sfide, conservando sempre uno sguardo verso le proprie radici storiche. Questa centralità è connotata anche dalla collocazione strategica del mercato che ne esalta la sua centralità: la piazza.Anche nel mondo islamico è il bazar di origine persiana (da baha-char, che significava "il posto dei prezzi"), in arabo suq o suk, a riunire le funzioni del grande mercato e del negozio.All’interno di queste riflessioni, il Centro per le Famiglie della Val d’'Enza, assieme ai servizi sociali, culturali, scolastici e alle associazioni del territorio, ha ritenuto importante valorizzare, in contrasto a una contemporaneità che esalta i non luoghi in cui persone si incontrano senza mai veramente vedersi, il luogo del mercato come spazio di libertà (di espressione di intercomunicazione), di dibattito, di responsabilizzazione collettiva e di costruzione di pensiero in una relazione amicale tra famiglie risorse.Il progetto dal nome “Baratta al Centro idee a buon mercato” prevede dieci tappe tra i mercati dei Comuni della Val d’'Enza con l’allestimento di uno sportello accoglienza assieme alle famiglie e alle operatrici del Centro. Presso tale spazio cittadini e famiglie interessate potranno fermarsi e aderire alla “Scambiocard”, una sorta di carta che permette di scambiare idee, interrogativi, vissuti, buone prassi e proposte, in particolare in merito al tema famiglia e cittadinanza, con il Servizio il quale, a sua volta, offrirà alle persone aderenti aggiornamenti, esperienze, materiali informativi e ricettari realizzati dalle mamme che accedono agli spazi del Centro per le Famiglie.Un luogo ed un tempo dedicato al pensiero per tutti coloro che desiderano fermarsi e lasciare una traccia personale ma importantissima sui temi della convivenza, delle opportunità e delle difficoltà del vivere nel proprio territorio, della coesione sociale, del vicinato, dei cambianti che riguardano le famiglie, della solidarietà, della genitorialità. In supporto a questo lavoro con le persone interessate sarà, inoltre, allestita una “lavagna delle idee” e un urna dove verranno inserite, anche in forma anonima, tali riflessioni.In un ottica di scambio, il Centro per le Famiglie fornirà le informazioni sui servizi e progetti esistenti e raccoglierà la voce delle persone per poterle restituirle assieme a loro in pensieri concreti di comunità.Saranno talvolta presenti anche le mamme che hanno partecipato ai diversi spazi del Centro per le Famiglie della Val d’'Enza e che esporranno le creazioni dei laboratori costruiti con i loro bambini, rispondendo come testimoni privilegiate, alle curiosità e alle opinioni delle persone.Riportiamo, di seguito, gli appuntamenti dell’iniziativa:GLI APPUNTAMENTI Giovedì 14 Maggio – Mercato di GattaticoSabato 23 Maggio – Mercato di CanossaGiovedì 28 Maggio – Mercato di CalernoGiovedì 4 Giugno – Mercato di San Polo d’EnzaLunedì 8 Giugno – Mercato di Montecchio EmiliaSabato 20 Giugno – Mercato di BibbianoMartedì 23 Giugno – Mercato di CampegineSabato 18 Luglio – Mercato di Sant’Ilario d’EnzaVenerdì 24 Luglio – Mercato di BarcoMercoledì 29 Luglio – Mercato di Cavriago
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Gennaio 2009Arca di Noè: un nuovo anno alla ricerca delle terre “Altre”Una nuova misteriosa avventura attende tutti coloro che parteciperanno alle attività dello spazio “Arca di Noè”, un luogo pensato al Centro per le Famiglie della Val d’Enza per bambini di età compresa tra i 2 e 6 anni con le loro famiglie. Un luogo per mamme e papà, dunque, ma non solo, anche nonni e nonne, zii e zie che desidereranno concedersi un po’ di tempo per condividere momenti di gioco, dialogo, scambio, allegria, riflessione e tanto altro con altri bambini, genitori, nonni e zii.Dal 2006 l’Arca di Noè vede protagoniste le famiglie del bacino della Val d’Enza nella partecipazione e costruzione di un luogo dinamico di incontro, in cui alla spensieratezza si unisce un profondo e alternativo modo di produrre cultura e relazioni, senza manuali e senza mappe prestabilite, nella bellezza di una ricerca misteriosa. Un gioco profondo perché aiuta ad avvicinarsi alla serietà dell’incontro con l’altro, del mettersi nei panni altrui, nei sapori di terre lontane, nei colori di paesi diversissimi, nei suoni altri, in tutta la bellezza e complessità che questo movimento richiede. Alternativo perché si percorrono nuovi e inesplorati modi di stare insieme, di condividere risorse, di narrare le proprie storie che divengono anche pezzi nei racconti di altre persone, differente perché alla pari, arricchente perché trova nelle motivazioni di ognuno l’idea, lo spunto, il ricordo di un altro.L’esperienza di adulti e bambini vive nei sorrisi che ci si scambia, nella domanda difficile a cui non sempre si sa rispondere, nella diversità che diviene evidente nell’incontro con lo sconosciuto, ma anche nel riconoscersi similitudini, affinità, desideri comuni, come quelli di essere genitori e figli nei momenti felici ed nei momenti difficili.La quotidianità diventa lo sfondo in cui incontrarsi, dentro cui interrogarsi ed interrogare per affrontare le scelte educative, le motivazioni alla migrazione, le speranze per il futuro, i rimpianti per il passato, le relazioni con la famiglia e con il contesto sociale.Allora l’Arca diventa il luogo del possibile e della reciprocità, un terreno nuovo e antico che accoglie ed accompagna le persone in un viaggio dentro le proprie radici personali e culturali, ma assieme a chi quelle radici le racconta di altri colori, di altri modi, di altri mondi.Nata dalle preziose proposte di alcune famiglie, l’ “Arca di Noè 2009” rivivrà nuove spedizioni nell’entroterra delle diversità culturali, prevedendo una serie di laboratori e attività: dalla narrazione di favole del mondo, alla costruzione di oggetti e simboli tipici di altre terre, dall’utilizzo dei cinque sensi nella scoperta di realtà sconosciute alla rievocazione motoria dei giochi di un tempo.Semplici momenti di scoperta dell’Altro nel suo modo di vivere il quotidiano, nella sua storia, nel suo immaginario, nella sua terra, nella sua risorsa.Per chi avrà voglia di avventurarsi in questo nuovo viaggio chiamato “Arca di Noè” potrà raggiungerci al Centro per le Famiglie della Val d’Enza, con sede a Cavriago, in Via Paterlini 21/a . L’ “Arca di Noè” apre tutti i Venerdì dalle 16:00 alle 18:00Per informazione potete contattarci:Telefonicamente: 0522.37.30.49Via Fax: 0522.37.07.54Via mail: centrofamiglievaldenzaomune.cavriago.re.itO visitare il nostro nuovo sito: www.centrofamiglievaldenza.com Gli orari di apertura sono:Martedì e Venerdì: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00Mercoledì e Sabato: dalle 8:30 alle 13:30
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